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IL CONO PIROCLASTICO DEL MONTE NUOVO

Il cono del Monte Nuovo si è formato per la deposizione dei materiali piroclastici eruttati in una rapida successione d’eventi  verificatisi nel corso d’otto giorni d’attività esplosiva discontinua (dal 29 settembre al 6 ottobre del 1538).

(Rappresentazione dell’eruzione di M. Nuovo nella lettera di Antonio Marchesino dal titolo “Copia de una lettera di Napoli che contiene li stupendi et gran prodigi apparsi sopra a Pozzolo” Napoli 1538)

Il diametro di base medio del cono è circa 1 km, l'altezza dell'orlo settentrionale è in media 120 m, quello del settore meridionale è circa 100 m. La quota massima di 134 m. s.l.m. è raggiunta nel settore SE mentre l'orlo meridionale è ribassato (circa 85 m. s.l.m.) per la presenza di una depressione radiale del cono. Il diametro medio del cratere è di circa 420 metri. La quota media del fondo è di circa 14 metri. Il rapporto tra diametro ed altezza del cono è circa otto, ed in base ad una classificazione in uso il vulcano è definito un cinder cone (cono di cenere).

La successione stratigrafica dei depositi piroclastici (cenere, lapilli e blocchi) che costituiscono interamente il cono comprende quattro unità:

1° unità

Affiora nel settore meridionale del cono, presso la costa, lungo la linea ferroviaria Cumana. Il deposito visibile per uno spessore di circa 7 metri, è costituito da un tufo formato da pomici (ceneri, lapilli e blocchi) con strati spessi di qualche metro. Quest’unità è il prodotto della fase iniziale dell'eruzione caratterizzata da flussi idromagmatici (surge) e dalla deposizione di blocchi e dei lapilli lanciati ad altezze di centinaia di metri.

2° Unità

E' l'unità geologica principale del vulcano. Costituisce gran parte del cono, con spessore massimo di circa 130 metri, ed affiora in varie pareti sui pendii esterni del cono, nonché all'interno del cratere. Il deposito, poco resistente all'erosione, è costituito da pomici in blocchi e lapilli immersi in una massa di cenere (matrice).

Contiene abbondanti litici non pomicei (blocchi di lava) e rari frammenti di manufatti provenienti dal villaggio di Tripergole sepolto dal vulcano. Il deposito è il risultato di circa due giorni d’attività esplosiva di moderata intensità, caratterizzata da flussi idromagmatici. Il materiale piroclastico è deposto in un raggio di circa 500 metri intorno al cratere.

3° Unità

Mantella il cono piroclastico con uno spessore compreso tra 2 e 3 metri ed è costituita da due livelli di scorie scure separati da un livello di cenere chiara. I due livelli di scorie scure sono stati prodotti da un’attività esplosiva di tipo stromboliano (lancio e ricaduta), mentre il livello cineritico è di origine idromagmatica.

Via Ascanio

4° Unità 

Visibile lungo Via Ascanio, é un deposito dello spessore massimo di circa 25 metri accumulato nella depressione radiale sul fianco meridionale del vulcano. L'unità è costituita prevalentemente di blocchi scoriacei scuri di dimensione massima di circa 70 cm, di lapilli della stessa natura e frammenti più densi di lava.

Non è presente materiale cineritico ed il deposito si presenta poco resistente all'erosione. Questa unità è il risultato di un piccolo flusso piroclastico laterale che ha concluso l'eruzione del 1538.