Territorio
Pozzuoli -con la sua storia millenaria-
è il principale centro dei Campi
Flegrei (flegrei=ardenti, di fuoco, in riferimento alle caratteristiche
vulcaniche).
Innumerevoli i crateri che ne hanno disegnato le forme, sovrapponendosi gli uni
agli altri: perfetti i più recenti, parzialmente distrutti quelli più
antichi. Al loro interno: acque lacustri o marine o terre coltivate intensamente.
Le eruzioni più risalgono ad oltre 35.000 anni, la più recente -quella
del 1538- ha dato origine al Monte Nuovo, il più giovane vulcano d' Europa.(stampa)
Laghi, mari, golfi, baie, insenature, punte, promontori, isole, scogli, colline,
pinete, solfatare e terme rendono questa terra tormentata e affascinante unica al mondo.
A Sud-Est: Napoli e il Vesuvio, Ercolano, Stabia e Pompei... Lungo l'orizzonte
marino, di fronte al centro antico della città (Rione Terra), Procida, Vivara e,
poco più in là, Ischia; a Sud la sagoma di Capri e verso Est-Sud-Est
il promontorio di Posillipo e Nisida; alle loro spalle la penisola di Sorrento.
Monumenti degni di visita: Tempio di Serapide; Tempio di età
augustea;
Anfiteatro Flavio; le Necropoli; Acropoli di Cuma e Grotta della Sibilla.
Punti panoramici: Villa Avellino; Accademia Aeronautica; Belvedere di S.
Gennaro; Villaggio del Fanciullo (area antistante l'attuale sede della Curia
vescovile, lungo la Domiziana); Belvedere sul lago d'Averno e sul golfo; Acropoli
di Cuma: dalla terrazza e dai Templi.
Paesaggi unici: Solfatara, Monte Nuovo, Lago d'Averno, Monte S. Angelo,
Astroni.
Come si arriva a Pozzuoli
Strada statale Domiziana.
Tangenziale Est-Ovest di Napoli, uscite: Agnano, via Campana, Cuma, Pozzuoli.
Autobus: A.T.A.N. - C.T.P. - S.E.P.S.A.: capolinea Piazza Garibaldi, Napoli.
Ferrovie: -
SEPSA Cumana: stazioni di Pozzuoli, Arco Felice e Lucrino.
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Metropolitana (F.S.): stazione di
Pozzuoli-Solfatara.
Traghetti: da/per Procida e Ischia con biglietteria in via Roma.
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La
nuova linea di trasporto pubblico per visitare i siti archeologici
più suggestivi dei Campi Flegrei. |

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Cenni Storici
Fondata nel 530 a.C. da un gruppo di esuli politici provenienti da Samo, alla
città fu dato il nome di Dicearchia, cioè governo giusto, in
polemica contrapposizione al governo della propria patria dominata dal tiranno
Policrate.
Dicearchia fu soggetta al controllo della vicina e potente Cuma fino al 421
a.C., anno in cui i Sanniti occuparono tutta la regione flegrea.
I Romani, che avevano conquistato la Campania nel 338 a.C. cambiarono il nome di
Dicearchia in Puteoli, cioè piccoli pozzi, molto probabilmente
a causa delle sorgenti termominerali che numerose sorgono ancora oggo dal terreno.
A partire dal II secolo a.C. iniziò l'ascesa economica di Puteoli che, nel
ruolo di porto commerciale di Roma, si trasformò ben presto in una città
cosmopolita dove trovarono ospitalità mercanti di tutto il Mediterraneo
antico: Egiziani, Greci, Fenici, Eliopolitani, Ebrei, Nabatei ed altri.
Nella primavera dell'anno 61, su invito di un gruppo di fratelli cristiani, vi
sostò per una settimana San Paolo, che da Cesarea era diretto
a Roma per esservi processato.
Con la costruzione del porto di Ostia Puteoli perse il monopolio
del commercio marittimo con Roma, ma il declino della città non
fù immediato, tanto che la maggior parte dei suoi momumenti appartiene al
periodo tra Vespasiano e Adriano.
La vera fine di Puteoli fu segnata verso il IV - V secolo dall'accentuazione
del bradisismo discendente, che sommerse le opere poruali, e dalle invasioni barbariche,
che la trovarono priva di una cinta muraria in grado di difenderla.
La parte bassa della città venne allora abbandonata e i pochi abitanti rimasti
si rifugiarono sull'acropoli, che da allora fino agli ultimi anni del XIII secolo
costituì il Castro puteolano, agglomerato di misere case sorte attorno
alla cattedrale costruita sui resti dell'antico tempio di Augusto.
Di questo periodo si hanno poche e frammentarie notizie.
Il 9 maggio 1296, con real privilegio di Carlo II D'AngiÒ, Pozzuoli
fù affrancata dal dominio feudale e dichiarata città demaniale
Favorita dall'autonomia amministrativa, l'"universitas" puteolana
conobbe un intenso sviluppo edilizio ed economico: furono costruiti nuovi edifici,
sia pubblici che privati; furono incrementati il commercio, la pesca, l'agricoltura.
Anche l'attività termale, mai interrotta nei secoli precedenti, ricevette
nuovo slancio grazie alla costruzione di un complesso ospedaliero con centoventi
posti letto e una chiesa, in località Tripergole presso il lago
Lucrino.
Agli inizi del 1500 il fenomeno del bradisismo, già da secoli in fase
ascendente, si intensificò e fu accompagnato negli anni da una serie di
terremoti, fino a quando, nella notte tra il 29 e 30 settembre 1538, un'eruzione
portò alla nascita del Monte Nuovo, un piccolo cratere che ingoiò
il villaggio di Tripergole e buona parte del lago Lucrino.
Dopo un breve periodo di abbandono, la città fUgrave ricostruita grazie
agli aiuti del vicerè spagnolo don Pedro Alvarez de Toledo, che vi
si fece anche costruire un magnifico palazzo con torre e gierdini.
La storia di Pozzuoli nei secoli successivi non presenta avvenimenti degni di
rilievo. La città era nota soprattutto per le rinomate acque termali e per
le grandiose vestigia romane, che la inserivano tra le tappe del Gran Tour dei
viaggiatori europei. Neanche la caduta dei Borboni e la nascita del nuovo Regno
d'Italia apportarono grandi cambiamenti nella sonnolenta vita della città.
Solo a partire dagli ultimi decenni dell'Ottocento Pozzuoli esce definitivamente
dal suo isolamento grazie all'insediamento del cantiere inglese Armstrong,
che ne fa uno tra i principali centri industriali del Mezzogiorno d"Italia, e al
notevole miglioramento delle comunicazioni, che permettono un veloce e continuo
scambio di uomini, idee e prodotti con la vicina Napoli.
La storia recente di Pozzuoli è nota: segnata profondamente dalle due crisi
del bradisismo, 1970 e 1983, e costretta ad un esodo forzato della sua popolazione,
la città sta faticosamente recuperando la propria identità, anche se
la strada è ancora lunga e ardua.
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