I CAMPI FLEGREI
Emporio della potente Cuma, soltanto con l'arrivo di fuggiaschi di Samo (530 a.C), che dettero alla località il nome augurale di "Dicearchia"(giusto governo), fu incrementata la crescita economica e urbanistica della città.
"Puteoli" (piccoli pozzi ) divenne l'approdo più importante del Mediterraneo, tanto da essere appellata Delus minor e litora mundi hospita. Le arti del vetro, della ceramica, dei profumi, dei tessuti, dei colori e del ferro trovarono larga diffusione, per la presenza di maestranze locali educate a tradizioni fenicie, ellenistiche ed egiziane. Attaverso il suo porto, Puteoli assimilò anche i segni di altre civiltà e religioni. Infatti, è storicamente accertata la sosta di sette giorni di san Paolo che, nel 61, vi trovò già una comunità di cristiani.
La città prosperò fino a quando il porto rispose alle esigenze del commercio romano, ma subì un duro colpo con l'apertura di quello di Ostia. Con l'accentuazione del bradisismo discendente, che sommerse le opere portuali, e con la caduta di Roma, Puteoli divenne un piccolo centro di pescatori e, nel Medio Evo, i Campi Flegrei furono solamente meta di brevi soggiorni termali. Soltanto dopo l'eruzione del Monte Nuovo (1538), Pozzuoli iniziò una lenta ripresa socio- economico- urbanistica, per opera del viceré spagnolo don Pedro Alvarez de Toledo.
( 421 a.C.) si fonde con quella di Dicearchia. Verso la fine della repubblica, quando Puteoli divenne il porto principale di Roma, Cuma decadde in breve tempo e fu ricordata solamente come luogo tranquillo, solitario e di culto per la presenza dell'antro oracolare della Sibilla. Nel Medio Evo divenne stabile dimora di predoni che furono debellati da una lega campana nel 1207, con la totale distruzione della città.
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